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EMERGENZA COVID19 – Quadro aggiornato

Situazione interna
Allo scopo di far fronte all’emergenza sanitaria internazionale relativa al diffondersi del COVID-19, l’Unità di Crisi della Protezione Civile della Repubblica di Croazia ha prorogato fino al 04 maggio 2020 le misure più stringenti a tutela della salute pubblica, adottate sin dal 19 marzo 2020 (e valide per un periodo di 30 giorni), modificabili o estensibili sulla base dell’evolversi dell’emergenza:

– Obbligo di rispetto della distanza interpersonale di almeno due (2) metri in locale chiuso e di un (1) metro all’aperto.
– Sospensione di tutte le manifestazioni pubbliche e degli eventi organizzati con più di 5 partecipanti;
– Sospensione di tutte le attività commerciali, eccetto i negozi di alimentari, farmacie, benzinai, prodotti per igiene, prodotti per
   l’infanzia, prodotti per gli animali, lavanderie;
– Sospensione di attività per bar e ristoranti, eccetto per la consegna a domicilio;
– Sospensione di tutte le attività ed eventi culturali;
– Sospensione di tutte le competizioni ed eventi sportivi;
– Sospensione di tutte le manifestazioni religiose;
– Chiusura in tutto il Paese di asili, scuole di ogni ordine e grado e università.

Alle forze di polizia è affidato il compito di assicurare il monitoraggio e l’applicazione di tali misure.
Le Autorità segnalano che al momento in Croazia vi sono 1.950 casi comprovati di COVID-19. Quarantanove persone sono decedute. Diciannove sono in terapia intensiva attaccate al respiratore. Ottocentosessantanove sono i pazienti guariti. Di 27.614 persone sottoposte al test solo il 7,06% sono risultate positive.

Misure di carattere esterno
– È previsto il divieto di attraversare la frontiera croata in entrambi i sensi. Eccezioni sono concesse, sempre nel rispetto delle misure sanitarie previste a seconda del Paese di provenienza, per diplomatici, militari, personale medico e sanitario, autotrasportatori, lavoratori transfrontalieri.
– È consentito ai cittadini croati di rimpatriare da Stati terzi. E’ altri consentito ai cittadini UE, anche in transito, di fare rientro nei loro Paesi, a condizione che siano asintomatici e che escano dal Paese in giornata.

I cittadini stranieri, che rientrino nelle categorie di cui sopra, provenienti da una serie di Paesi di cd. “categoria 1”, tra cui l’Italia (insieme alla provincia cinese di Hubei, la contea di Heinsberg in Germania, la città e la provincia sud-coreana di Daegu e Cheongdo e l’Iran) possono entrare nel Paese solo a condizione di sottoporsi a quarantena obbligatoria di 14 giorni in struttura ospedaliera. Cittadini croati provenienti da queste zone sono invece sottoposti ad auto-isolamento domiciliare di 14 giorni.
Cittadini stranieri e croati provenienti da una serie di altre regioni considerate a rischio (vi è inclusa in pratica tutta l’Europa) potranno invece entrare a condizione di porsi in auto-isolamento domiciliare per 14 giorni. 

I cittadini stranieri che si dovessero trovare bloccati in Croazia a causa della chiusura delle frontiere per l’emergenza Covid-19 non subiranno le sanzioni previste dalla legge sugli stranieri (Gazzetta Ufficiale 130/11, 74/13, 69/17, 46/18). In tal caso il cittadino straniero sarà tenuto a contattare – esclusivamente al telefono – la stazione di polizia competente per residenza (temporanea) affinchè i propri dati vengano registrati ed al fine di evitare successivi problemi al passaggio delle frontiere nel momento in cui varcherà il confine della Repubblica di Croazia.

Trasporto e transito merci
Le direttive generali su quarantena e isolamento prevedono delle eccezioni per i trasportatori di merce, sia via tir che via nave che su ferrovia. Gli occupanti tali veicoli infatti non sono sottoposti a misure di quarantena o isolamento ma, una volta verificata l’assenza di sintomi influenzali, saranno ammessi nel Paese a condizione che ne fuoriescano in giornata e che non lascino la cabina del veicolo. Cioè vale dunque sia per consegne merci in Croazia che per transiti verso altri Paesi.

I transiti merci su gomma sono possibili esclusivamente per via autostradale, mediante convogli organizzati dalla Polizia e attraverso i seguenti valichi di frontiera:

– Per il confine tra la Repubblica di Croazia e la Repubblica di Slovenia, i valichi di frontiera di Bregana e Macelj;
– Per il confine tra la Repubblica di Croazia e l’Ungheria, i valichi di frontiera di Goričan e Duboševica;
– Per il confine tra la Repubblica di Croazia e la Bosnia-Erzegovina, valichi di frontiera di Nova Sela, Stara Gradiška e Slavonski Šamac;
– Per il confine tra la Repubblica di Croazia e la Repubblica di Serbia, il valico di frontiera di Bajakovo.

La Polizia, all’ingresso degli autoveicoli nel Paese, determinerà le direzioni di movimento, i punti di sosta e di rifornimento di carburante: gli autisti saranno tenuti a rispettare tali indicazioni.

Fino al 22 aprile 2020 sarà mantenuto il sistema di convogli scortati dalla polizia quanto al transito merci in ingresso nel Paese. I veicoli commerciali continueranno a entrare da valichi ben definiti e seguiranno percorsi individuati previamente all’interno del Paese. Dal 26 aprile 2020 sarà reintrodotta la linea marittima Zara-Ancona-Zara esclusivamente per finalità commerciali.

È completamente chiuso l’aeroporto di Dubrovnik ed interrotto il traffico aereo per passeggeri tra Spalato e Zagabria.

Collegamenti con l’Italia
Sono stati al momento sospesi tutti i collegamenti aerei, ferroviari, a mezzo autobus e marittimi tra Italia e Croazia. E’ possibile rientrare solo con autovettura privata.